PROTEZIONE DI PLATINO

Il 6 Agosto 2022 questa gruppo e’ riuscito a dare protezione all’ Immagine sul Web a Papa Francesco.Abbiamo investisto ed acquistato importanti strumenti d’ immagine perche’ credevamo fosse una cosa buona da fare per un Papa che ha dato un’ immagine diversa alla Chiesa con messaggi importanti a partire dall’ Umilta’ che non tutti i Papi hanno avuto e che nella Chiesa non esiste. Siamo orgogliosi di questa scelta che non pochi sacrifici ci ha portato, ma questo non importa perche’ cio’ che e’ successo e’ un Miracolo. Non sappiamo ancora quando vi comunicheremo queste informazioni riservate al Pontefice.Ci stiamo organizzando per comunicarle personalmente. Cio’ che e’ successo il 6 Agosto lo Dedico a Giovanni Falcone er Paolo Borsellino che anche su di questi uomini ci siamo occupati di speciali Protezioni. Tutto questo e’ successo ad OxFord in una piccola Citta’ di Provincia dove risiedo ma da dove grazie al Web siamo riusciti a connetterci per definire questa e tante altre scelte, Vi racconteremo per filo e per segno come sono andate le cose, abbiamo ormai raggiunto il nostro massimo punto di ricerca. Tornate su questo Blog e vi aggiorneremo nei prossimi giorni.





….
SERINO

 Libera la cultura. Dona il tuo 5×1000 a Wikimedia Italia. Scrivi 94039910156. 

Serino

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Jump to navigationJump to search

 Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Serino (disambigua).

Serino
comune
Localizzazione
Stato Italia
Regione Campania
Provincia Avellino
Amministrazione
SindacoVito Pelosi (lista civica Serino bene comune) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°51′00″N 14°52′30″ECoordinate40°51′00″N 14°52′30″E (Mappa)
Altitudine416 m s.l.m.
Superficie52,5 km²
Abitanti6 615[1] (31-3-2022)
Densità126 ab./km²
Frazioni24 frazioni
Comuni confinantiAiello del SabatoCalvanico (SA), Giffoni Valle Piana (SA), MontellaSan Michele di SerinoSanta Lucia di SerinoSanto Stefano del SoleSolofraVolturara Irpina
Altre informazioni
Cod. postale83028
Prefisso0825
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064099
Cod. catastaleI630
TargaAV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 909 GG[3]
Nome abitantiserinesi
Patronosan Francesco
Giorno festivo4 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: ItaliaSerino
Posizione del comune all’interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Serino è un comune italiano di 6 615 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato a un’altitudine media di 416 m s.l.m., Serino dista solo 64 chilometri da Napoli, 11 da Avellino e 25 da Salerno.

Il comune fa parte della Comunità montana Terminio-Cervialto.

È attraversato dai torrenti Vallone delle Barre e Ferrarese, che non superano i 2 km. Fa eccezione il fiume Sabato, lungo 50 km.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoti in Irpinia.

Il territorio comunale di Serino è parte del distretto sismico dell’Irpinia. In occasione del terremoto del 1980 vi furono, nel solo comune di Serino, 10 morti, 33 feriti e 1060 senzatetto[4].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Campania non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull’uso delle fonti.

Secondo Francesco Scandone, storico dei comuni dell’Irpinia, il nome di Serino ha antichissime origini e deriverebbe dall’antico osco “sarino” che vuol dire “chiaro”. L’appellativo veniva dato alle sorgenti d’acqua purissima che facevano singolare contrasto con il corso limaccioso del Sabato.

Filippo Masucci, altro storico di Serino, diverge da questa etimologia ritenendo che Serino sia da collegare all’aggettivo “sereno” con riferimento alla limpidezza del suo cielo. Ma è molto più probabile che il nome Serino derivi da “sierra” intendendo con questo termine (derivante dal latino “sero” cioè “chiudo, serro”) una chiostra, una chiusura, come quelle di Verteglia di Campolaspierto sulla strada che da Serino porta al monte Terminio (il monte prende il nome dal dio romano al quale era consacrato, perché faceva da confine, da termine tra due province dell’impero).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca storica, le origini di Serino vanno ricercate nella misteriosa Sabatia ove abitava un popolo di origine sannitica “i sabatini” che, con ogni probabilità, verso la metà del secolo II a.c. trovarono rifugio nella zona ove attualmente sorge il centro urbano.[senza fonte]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla lingua italiana, nel territorio comunale di Serino è in uso il dialetto irpino.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Serino è, per superficie territoriale, uno dei comuni più estesi della provincia di Avellino, suddiviso in 24 frazioni: San Giuseppe, San Biagio, Strada, Grimaldi, San Sossio, Troiani, Guanni, Casancino, Rivottoli, San Gaetano, Fontanelle, Laurano, Sala, Doganavecchia, Raiano, San Giacomo, Ponte, Ferrari, Cretazzo, Pescarole, Stazione, Canale, Toppole e Ogliara[7].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L’economia serinese è basata sulla trasformazione di prodotti alimentari e sulla filiera della nocciola e della castagna, con raccolta, trasformazione e distribuzione. Dagli inizi del XXI secolo la presenza di un insetto infestante (cinipide del castagno) ha però provocato una grave crisi del comparto castanicolo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19931997Carlo Di DonatoDemocrazia CristianaSindaco
19972001Armando InginocentrodestraSindaco
20012005Armando InginocentroSindaco
20052006Pasquale TrocchiaCommissario straordinario
20062011Gaetano De FeocentrosinistraSindaco
20112016Gaetano De Feolista civicaSindaco
2016in caricaVito Pelosilista civica Serino bene comuneSindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.itISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato AAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall’url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Catalogue of strong earthquakes in Italy, su INGVURL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato dall’url originale il 7 gennaio 2018).
  5. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (XLSX), su Protezione CivileURL consultato il 13 gennaio 2018.
  6. ^ Statistiche I.Stat – ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Località e Frazioni di Serino
  8. ^ città gemellate dal sito ufficiale, su baiamarecity.roURL consultato il 7 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Simone, Chiara; De Biase, Ottaviano: Serino nella seconda Metà dell’800 (1860 – 1900). Serino 1991.
  • Filomeno Moscati: Storia di Serino [2002]
  • Filomeno Moscati: Storia di Serino – II edizione [2005]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN) 241908500 · GND (DE) 7639011-1 · WorldCat Identities (EN) viaf-241908500
 Portale Provincia di Avellino: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Provincia di Avellino

Categoria

[altre]

Menu di navigazione

Ricerca

Comunità

Strumenti

Stampa/esporta

In altri progetti

In altre lingue

Modifica collegamenti

PROPERTY STUDY

loso.one

È disponibile. Registralo per primo!

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

Proteggi il tuo brand e ottieni più visibilità registrando anche altre estensioni:
Scopri perché?

loso.cloud Perchè questo prezzo?

PREMIUM

a partire da 112,99 € + IVA/1° anno 

al rinnovo 12,99 € + IVA

loso.es

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno 

al rinnovo 9,99 € + IVA

abruzzo.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

carabinieri.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

finanza.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

itali.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

lazio.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

madeinitali.com

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

mandrake.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

marche.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

masterchef.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

piemonte.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

polizia.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

toscana.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

vigili.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

IN ARRIVO

crai.one

È disponibile. Registralo per primo!

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

Proteggi il tuo brand e ottieni più visibilità registrando anche altre estensioni:
Scopri perché?

crai.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno 

al rinnovo 12,99 € + IVA

abingdon.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

autosat.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

cinquecento.one

giappone.one

pippo.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

londra.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

masterchef.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

millerhomes.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

pechino.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

renault4.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

renault5.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

treviso.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

udine.one

IN PROMOZIONE

a partire da 2,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 17,49 € + IVA

watlington.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

cerca e aggiungi un nuovo dominio

Il risultato non ti soddisfa?
fai una nuova ricerca

13 domini selezionati


Domini suggeriti

cra.cloudPerchè questo prezzo?

PREMIUM

a partire da 2512,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

cri.cloudPerchè questo prezzo?

PREMIUM

a partire da 2512,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

cr0.cloudPerchè questo prezzo?

PREMIUM

a partire da 512,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

crai.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

crai.eu

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

crai.srl Informazioni importanti

a partire da 43,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 43,99 € + IVA

crai.life

a partire da 32,49 € + IVA/1° anno

al rinnovo 32,49 € + IVA

craifacile.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

craifacile.com

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

tuttocrai.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

tuttocrai.com

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

c-rai.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

c-rai.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

craifacile.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

craifacile.eu

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

tuttocrai.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

tuttocrai.eu

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

c-rai.eu

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

studiocrai.it

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

craifacile.net

IN PROMOZIONE

a partire da 0,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

tuttocrai.net

IN PROMOZIONE

a partire da 0,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

craifacile.org

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

tuttocrai.org

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

craiweb.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

studiocrai.cloud

a partire da 12,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

c-rai.net

IN PROMOZIONE

a partire da 0,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 12,99 € + IVA

studiocrai.eu

a partire da 9,99 € + IVA/1° anno

al rinnovo 9,99 € + IVA

© 2022 – Aruba S.p.A.- P.I. 01573850516 – REA: BG-434483- All rights reserved
Cookie policy – Personalizza cookie

Cisternino

Cisternino

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Jump to navigationJump to search

 Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cisternino (disambigua).

Cisternino
comune
Localizzazione
Stato Italia
Regione Puglia
Provincia Brindisi
Amministrazione
SindacoEnzo Perrini (lista civica Idea comune) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate40°45′N 17°25′ECoordinate40°45′N 17°25′E (Mappa)
Altitudine394 m s.l.m.
Superficie54,17 km²
Abitanti11 201[1] (31-1-2022)
Densità206,77 ab./km²
FrazioniCaranna, Casalini, Marinelli, Sisto
Comuni confinantiFasanoLocorotondo (BA), Martina Franca (TA), Ostuni
Altre informazioni
Cod. postale72014
Prefisso080
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT074005
Cod. catastaleC741
TargaBR
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona D, 1 590 GG[3]
Nome abitanticistranesi
Patronosanti Quirico e Giulittasan Nicola di Bari (co-patrono)
Giorno festivoprima domenica di agosto, 6 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: ItaliaCisternino
Posizione del comune di Cisternino nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Cisternino (Cïsterninë in dialetto apulo-bareseCisturnium in latino) è un comune italiano di 11 201 abitanti[1] della provincia di Brindisi in Puglia. Fino al 1927 era parte della Terra di Bari.

Si affaccia sulla Valle d’Itria, nella cosiddetta Murgia dei trulli.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato sull’ultimo lembo della Murgia sud-orientale pugliese (394 m sul livello del mare), si affaccia a sud-ovest sulla valle d’Itria tempestata di trulli.

Confina con la provincia di Taranto e la città metropolitana di Bari.

Veduta di Cisternino

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia della Puglia.

Il territorio del comune di Cisternino fu abitato, fin dal Paleolitico medio-superiore, da nuclei umani provenienti dal nord della penisola o dall’area siculo-africana e che lasciarono, sulle colline dove fissarono i loro accampamenti stagionali, numerose tracce della loro vita, dedita alla caccia e alla raccolta di frutti spontanei e tuberi. Ancora oggi, nella zona di monte Specchia, sui colli di Restano e sulle incolte balze di Serra Amara, si rinvengono utensili preistorici d’ogni genere: punte di zagaglie, lame, raschiatoi e bulini per incidere ossi. Queste comunità umane andarono sempre più infittendosi, fino a raggiungere un numero considerevole di insediamenti nell’Età del bronzo; decine di stazioni di questa età sono state recentemente localizzate in varie zone del territorio e quelle di Maselli, Ibernia piccola, Carperi, monte d’Alessio, monte le Fergole e Figazzano, hanno un’importanza non indifferente per la comprensione della preistoria brindisina.

Il nome Cisternino deriverebbe dall’eroe eponimo Sturnoi, compagno di Diomede, che dopo la Guerra di Troia avrebbe fondato una città vicina che, in seguito, occupata dai Romani, fu chiamata Sturninum, l’attuale Ostuni.

Il nome deriverebbe da “Cis-Sturninum”, al di qua di Sturni, antico centro japigio nei pressi di Ostuni che aveva preso la denominazione da Sturno, compagno dell’eroe omerico Diomede; scampati alla guerra di Troia.

L’abitato sarebbe stato saccheggiato dai Goti e successivamente sarebbe andato in rovina.

L’attuale centro storico di Cisternino sarebbe rinato grazie ai monaci basiliani che nel Medioevo, lo chiamarono Cis-sturnium (al di qua di Sturnium (Ostuni). La prima testimonianza sul Casale di Cisternino è data dalla scoperta, al di sotto della chiesa romanica di San Nicola, dei resti di un piccolo tempio cristiano, edificato realisticamente intorno all’anno 1000. Papa Alessandro III, con una bolla pontificia del 26 febbraio 1180 assegnava questa chiesa ed il Casale di Cisternino al vescovo di Monopoli.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo scudo sormontato da una corona è suddiviso a croce di sant’Andrea di rosso e d’oro. Al centro vi è un pastorale d’argento accostato da due rose di rosso sull’oro.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Monumenti e luoghi d’interesse[modifica | modifica wikitesto]

Centro storico

Santuario della Madonna d’Ibernia (Madonna de Bernis)

  • Centro storico: esempio di “architettura spontanea”, ove si trovano palazzi storici (palazzo del Governatore, palazzo Vescovile, palazzo Amati, palazzo Lagravinese, palazzo Devitofranceschi, torre Capece);
  • Torre di Porta Grande o Normanno-Sveva: di epoca medievale, alta 17 metri, questa torre costituiva l’ingresso principale della città. In alto, sulla sommità, vi è una piccola statua di San Nicola di Bari. È stata sottoposta nei secoli a vari riadattamenti, l’ultimo dei quali nel 1995;
  • Chiesa madre di San Nicola: costruita nel XIV secolo su di un’antica chiesa paleocristiana dei monaci basiliani, presenta al suo interno due opere in pietra viva del XVI secolo, di notevole valore, firmate dallo scultore “Stephanus Abulie Poteniani” (Stefano da Putignano): una Madonna con Bambino, nota come la “Madonna del Cardellino” e un piccolo tabernacolo. All’interno della chiesa è presente un organo a canne Inzoli del 1908, il quale era originariamente collocato in controfacciata su una cantoria. Fu smontato in occasione dei lavori di restauro che riportarono la Chiesa all’originale candore romanico. Nel 1956 Angelo Consoli da Locorotondo svolse un lavoro di modifica e rimontaggio nel cappellone che si apre nel transetto, sulla navata destra. L’organo è stato restaurato nel 2017 da Giovanni Rega e inaugurato il 6 dicembre dello stesso anno[5];
  • Chiesa di Santa Lucia del XVII secolo, situata poco dopo l’ingresso da Porta Piccola;
  • Santuario della Madonna d’Ibernia (Madonna de Bernis): a 3 km dal centro abitato, questo santuario è legato ad una leggenda; sarebbe stata proprio la Vergine, infatti, con una apparizione, ad indicare il luogo esatto dove sarebbe sorto il santuario a lei dedicato. Il terreno attorno è ricco di ceramiche e reperti risalenti ad epoca romana e medievale. Fu ritrovato anche un capitello bizantino ed alcune tombe e questo fa supporre che il santuario sorga sulle rovine di un centro abitato, ruotante attorno ad una chiesa paleocristiana;
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli o Sant’Anna XVIII secolo fuori città in direzione Martina Franca, presso cimitero vecchio;
  • Chiesa di San Cataldo del XVIII secolo, situata in Corso Umberto all’esterno delle mura del centro storico;
  • Chiesa di Cristo, meglio nota come “Chiesa Nuova”, in quanto ultima chiesa edificata (XIX secolo);
  • Masserie: nell’agro di Cisternino sono presenti diverse abitazioni rurali che rappresentano la tipica “masseria pugliese da campo”, tra le quali Masseria Montereale, Villa Cenci, Masseria Devitofranceschi, Masseria Costa e Masseria Montanaro.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Tra i beni ambientali da evidenziare c’è il paesaggio tutto. Il turismo a Cisternino si è sviluppato nell’ultimo decennio grazie proprio all’unico bene di questo piccolo centro: la natura, il paesaggio, i trulli e l’architettura spontanea del centro storico.
  • Il bosco Monti Comunali; nel territorio comunale vi sono circa 400 ettari di bosco di cui 244.18.33 di proprietà comunale, posti da 250 a 350 m s.l.m. I boschi comunali sono la formazione vegetale più consistente della provincia. Attualmente sono in corso lavori di miglioramento con sostituzione del pino d’Aleppo e del cipresso, con latifoglie autoctone (fragno, rovella, leccio ecc.) che si armonizzano meglio con le essenze presenti, quali carrubo, bagolaro, carpinella, orniello, acero campestre, ecc. I territori comunali rimboschiti sono circa 42 ettari.

La ciclovia dell’acqua[modifica | modifica wikitesto]

La ciclovia dell’acqua è il secondo percorso ciclabile su acquedotto d’Europa, in particolare è il tratto di acquedotto Pugliese (AQP) realizzato dalla Regione Puglia e AQP Spa, lungo la strada di servizio del canale principale dell’acquedotto tra Locorotondo (BA), attraversando i territori di Cisternino (BR), Ostuni (BR), fino al territorio di Ceglie Messapica (BR), nei pressi della Pineta Ulmo.

È stato recentemente ristrutturato migliorandone la pavimentazione (realizzato in pietrisco pressato), dotato di protezioni, aree di sosta e punti di accesso per un totale di circa 10 km di ciclovia perfettamente percorribile anche con biciclette stradali.

L’itinerario si snoda nella macchia mediterranea, fuori dal traffico, costeggiando masserie, case rurali, trulli e agglomerati cittadini (contrade e frazioni) apprezzando la bellezza della Valle d’Itria lontani dalla frenesia moderna.[6][7][8]Dati tecnici della ciclovia dell’Acqua

  • Lunghezza: 10,885 km (da Figazzano all’incrocio ex SS 581)
  • Quota altimetrica di partenza: 334 m s.l.m.
  • Quota altimetrica di arrivo: 325 m s.l.m.
  • Pendenza massima – strada di servizio: 8%
  • Ponti lungo il canale: 5
  • Lunghezza dei ponti sul canale: 896,93 m
  • Attraversamenti di strade provinciali: 2
  • Comuni interessati: Locorotondo(BA), Cisternino(BR), Ostuni(BR), Ceglie Messapica(BR)[9]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Dialetti pugliesi.

Comunemente chiamato Cistranese, il dialetto della parte centrale delle ultime colline della Murgia pugliese è il risultato della stessa sfumatura culturale del territorio: incrocio naturale tra influenze joniche/lucane e murgiano/baresi. A poche decine di chilometri a sud si trova il confine con il Salento. La lingua e il dialetto vive e si sviluppa naturalmente in relazione alle attività dei suoi abitanti, degli scambi culturali, sociali ed economici, della storia, della tradizione e della memoria orale popolare. Cisternino dista 50 km da Brindisi, 48 km da Taranto e 75 km dalla città di Bari.

Nonostante oggi rientri nel territorio della Provincia di Brindisi, Cisternino mantiene i suoi legami con la Terra di Bari alla quale era legata prima del 1927, anno di costituzione della nuova circoscrizione provinciale. Questi legami sono evidenti soprattutto nel dialetto, nella cultura, tipica del sud-est barese e non di origini salentine ed anche nello stemma comunale che riporta con colori differenti gli stessi elementi di quello della provincia di Bari.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2014 nel territorio comunale si registrava la presenza di 327[10] stranieri residenti (143 maschi e 184 femmine) pari circa al 2,8% della popolazione cistranese. Si riportano le nazionalità più rappresentate:

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

foto n.1 – Processione Santi Quirico e Giulitta

Tra le manifestazioni folkloristiche più attese a Cisternino, c’è sicuramente Pasquetta. Chiamata nel dialetto dei suoi abitanti Pasquarèdde, questa festività si svolge presso il Santuario della Madonna d’Ibernia, dove ci si reca con dei dolci tipici (a forma di borsetta con due uova sode per i bambini, con uno a forma di bambola con un uovo sodo per le bambine). Chiamato “u currùcchëlë”, esso porterebbe prosperità e fecondità. Non a caso, quella d’Ibernia è la Madonna della vita, della fertilità e dell’abbondanza. Il santuario è infatti molto utilizzato anche per la celebrazione del matrimonio.

foto n.2 – Decorazioni San Quirico e Giulitta

La più importante manifestazione alla quale partecipa l’intera popolazione cittadina è la festa dei santi patroni della città di Cisternino, Quirico e Giulitta. Tale manifestazione cittadina rispetta tutte le più importanti tradizioni locali come decorazioni luminose, eventi religiosi, concerti bandistici ed infine fuochi pirotecnici. Più semplicemente chiamata “la festa di San Quirico” cadendo sempre nella prima settimana di Agosto rappresenta per la popolazione locale e turistica la conclusione del periodo estivo.

Di importanza locale sono le consuete e più moderne edizioni del Festival Pietre che Cantano, del “Festival Internazionale Bande Musicali Valle d’Itria”, del Festival Suoni Sacri e dal Pianeta, dell’Alterfesta.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività per la tutela, la conservazione, la ricerca e la promozione dei beni ambientali, c’è quella svolta dal Gruppo Archeologico Valle d’Itria con l’Ecomuseo di Monte Gianecchia, dal Conservatorio botanico I giardini di Pomona e dell’Associazione Desigiste con il progetto officinAreale per una cultura, coltura ed un laboratorio dei sensi. Le attività che ne caratterizzeranno il percorso, di quest’ultima, è la promozione della cultura mediterranea attraverso l’indagine delle piante spontanee presenti e la ricerca per una più approfondita conoscenza del territorio attraverso itinerari e percorsi. Cisternino è tra “I borghi più belli d’Italia“, aderisce a “Bandiera Verde Agricoltura“, “Bandiera Arancione del Touring Club Italiano” ed è parte della rete internazionale delle “Cittaslow“.

Molto importante è anche l’Ashram di Cisternino – noto come Centro Bhole Baba, oggi Fondazione Bhole Baba, è nato nel 1979 per volere del Babaji. La vita del Centro si svolge seguendo il modello dell’ashram di Herakhan, alternando la meditazione e la preghiera col lavoro comunitario. Nell’ashram di Cisternino, dal 1986, è presente un tempio identico a quello di Herakhan. Babaji stesso volle questo tempio come simbolo di unione profonda col Suo ashram in India. Chiunque può partecipare ai riti o risiedere nell’ashram per un determinato periodo e, soprattutto nei mesi estivi, si svolgono vari seminari ed attività o incontri.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nell’aprile 2011 è stato istituito il Museo Del Clima in Caranna, divenuta sede di quest’unico genere di museo. Il museo è stato “creato” dal presidente della Meteo Valle d’Itria Giuseppe Bari.[11]

Sempre recentemente sono stati aperti gli scavi nella parte sottostante la chiesa madre di San Nicola la cui cripta presenta i resti dell’antica chiesa basiliana con le catacombe e le incisioni parietali.

Ribattezzato MAAAC – Museo Area Archeologica e Arte Contemporanea, il museo offre diverse mostre e rassegne annuali di arte contemporanea nazionale e internazionale lungo il percorso degli scavi archeologici.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cucina pugliese.

La cucina tipicamente cistranese rispecchia le più classiche tradizioni della gastronomia barese e della Murgia dei trulli con qualche piccola incursione di quella dell’alto Salento. Caratteristiche di questa tradizione paesana sono soprattutto le ricette a base di carne e di verdure, con una particolare predilezione per i piatti a base di selvaggina:

Pietanze tipiche[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia della Puglia.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni Cisternino ha conosciuto un processo di cambiamento del proprio assetto economico, con una crescita considerevole del settore del turismo, incentivata dall’adesione del comune ai circuiti turistici I borghi più belli d’Italia e I comuni Gioiello d’Italia; vanta il riconoscimento della Bandiera arancione conferito dal Touring Club italiano. È inoltre “comune amico del turismo itinerante”.

Cisternino mantiene comunque viva la tradizionale economia agricola e della trasformazione dei suoi prodotti; anche l’artigianato è uno dei settori che caratterizza particolarmente l’economia locale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso alcune strade provinciali il centro urbano di Cisternino è collegato con quella che è conosciuta come Superstrada Bari-Lecce ovvero la Strada statale 379 nella provincia di Brindisi, prolungamento della Strada statale 16 Adriatica nella città metropolitana di Bari. Attraverso tale collegamento il comune di Cisternino dista dagli aeroporti di Bari e Brindisi rispettivamente circa 80 km e 50 km.

Il comune è inoltre servito dalla sua stazione lungo la linea Adriatica di RFI (gruppo FS), posta nel territorio di Pozzo Faceto frazione del comune Fasano, la quale dista dal comune di Cisternino circa 16 km; più spesso però viene utilizzata la stazione ferroviaria di Fasano, collegata con il centro urbano di Cisternino attraverso un trasporto pubblico periodico gestito dall’STP Brindisi attraverso autobus TPL intercomunali.

I servizi TPL intercomunali costituiscono il principale servizio di trasporto pubblico che mette in collegamento il comune di Cisternino con i centri limitrofi ed i principali capoluoghi di provincia della Regione.

Importante è anche il collegamento ferroviario offerto dalle Ferrovie del Sud Est con la stazione denominata Cisternino Città della linea Martina Franca – Lecce distante poche centinaia di metri dal centro urbano, nonché dal trasporto gommato verso Martina Franca e Taranto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci dal 1799 al 1905[12][modifica | modifica wikitesto]

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
17991805Antonio D’ErricoSindaco
18061806Giuseppe De FeoGovernatore-Sindaco
18091809Stefano SoliSindaco
18101810Rocco AmatiSindaco
18111812Francesco Paolo SoletiSindaco
18131814Giovanni BoccelliSindaco
18151816Francesco Paolo SoletiSindaco
18171818Giovanni BoccelliSindaco
18191822Donato Antonio CostaSindaco
18221826Giovanni BoccelliSindaco
18261832Rocco AmatiSindaco
18321834Raffaele Arcangelo AmatiSindaco
18351840Pasquale Gennaro CostaSindaco
18401842Camillo CenciSindaco
18421843Giovannantonio SoletiSindaco f.f.
18441846Raffaele Arcangelo AmatiSindaco
18461852Francesco CenciSindaco
18521853Giuseppe Pietro LoparcoSindaco
18531856Rocco AmatiSindaco
18561860Pietro Lorenzo CostaSindaco
18601862Nicola PotioSindaco
18621863Oronzo LoparcoSindaco
18631866Giovanni Francesco De VitoSindaco
18661869Enrico Franceschi De VitoSindaco
18701877Antonio Luigi AmatiSindaco
18791887Gaetano SoletiSindaco
18871899Tommaso MiccoliSindaco f.f.
18871888Luigi Stefano PunziSindaco
18881889Tommaso MiccoliSindaco
18891889Luigi Stefano PunziSindaco
18891889Antonio ArianiSindaco
18901896Raffaele D’AmicoSindaco
18961899Donato CostaSindaco
18991900Giacinto LagravineseSindaco
19001903Vitantonio LoparcoSindaco
19031905Luigi AmatiSindaco

Sindaci dal 1993 ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19931997Quirico PunziSindaco[13]
19972001Angelo Amaticentro-destraSindaco[14]
20012011Mario Luigi Convertinicentro-sinistra (liste civiche)Sindaco[15]
20112016Donato Baccarolista civica Cisternino insiemeSindaco[16]
20162021Luca Convertinilista civica Noi, CisterninoSindaco[17]
2021in caricaEnzo Perrinilista civica Idea comuneSindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce o sezione sull’argomento sport è ritenuta da controllare.MotivoVerificare le attuali militanze sportivePartecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.

Atletica[modifica | modifica wikitesto]

L’ASD Atletica Amatori Cisternino, fondata nel 1985, partecipa a competizioni regionali e nazionali. Vi hanno gareggiato Alessandro Marangi (1500 metri) e Carlo Calabrese (lancio del martello e del giavellotto) che ha vinto numerose medaglie ai campionati italiani tra cui l’oro nel lancio del martello ai campionati italiani allievi.

Nicolas Fanelli, classe 1999, con già qualche medaglia nell’albo a livello provinciale e regionale, e nazionale ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati Italiani Cadetti 2014.[18]

Basket[modifica | modifica wikitesto]

La pallacanestro a Cisternino vanta un’antica tradizione. Vi si disputa il torneo internazionale Peppino Todisco under 18, con la “Coppa Tonio Punzi”. La squadra locale, il Club Giganti Cisternino, milita in serie D.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

dopo la scomparsa della storica ASD cisternino 1969 nessuno ha iscritto in un campionato federale una nuova squadra di calcio

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione 2017-18 il Futsal Cisternino milita in Serie A.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale è l’Athena Club Cisternino, che milita in serie D.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Salta a:a b Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.itISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato AAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall’url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Statistiche I.Stat – ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Anche Cisternino festeggia San Nicola, su cisterninonotizie.com, 4 dicembre 2017. URL consultato il 12 luglio 2018.
  6. ^ La cliclovia dell’Acqua: in bici sull’acquedotto pugliese – GruppoCiclisticoValledItria.it Archiviato il 22 dicembre 2014 in Internet Archive.
  7. ^ In bici sull’acquedotto pugliese – Itinerari – In Viaggio – ANSA.it, su ansa.itURL consultato il 5 marzo 2022.
  8. ^ Partono i lavori del ciclovia dell’Acquedotto da Locorotondo a Ceglie Messapica – News Locorotondo Valle d’Itria, su govalleditria.itURL consultato il 3 aprile 2014 (archiviato dall’url originale il 13 marzo 2016).
  9. ^ Ciclovia dell’acquedotto. Nuova frontiera del cicloturismo in Puglia, su architetturaecosostenibile.itURL consultato il 3 aprile 2014 (archiviato dall’url originale l’11 luglio 2014).
  10. ^ demo.istat.ithttp://demo.istat.it/str2014/index.html.
  11. ^ Museo del Clima, su comune.cisternino.br.itURL consultato il 26 ottobre 2021.
  12. ^ Raffaele Semeraro, Cronaca della successione dei sindaci nel comune di Cisternino dal 1799 al 2007, 2008
  13. ^ Elezioni comunali del 6 giugno 1993
  14. ^ Elezioni comunali del 27 aprile 1997
  15. ^ Ministero dell’Interno: Elezioni comunali del 13 maggio 2001 e del 28 maggio 2006
  16. ^ Elezioni comunali del 15 maggio 2011
  17. ^ Elezioni comunali del 5 giugno 2016
  18. ^ Nicolas Fanelli medaglia d’argento ai campionati nazionali cadetti, su borgocampo.it (archiviato dall’url originale il 19 dicembre 2014).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN) 137351912
 Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Puglia

Categoria

[altre]

Menu di navigazione

Ricerca

Comunità

Strumenti

Stampa/esporta

In altri progetti

In altre lingue

Modifica collegamenti

SERINO.one

Serino

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Jump to navigationJump to search

 Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Serino (disambigua).

Serino
comune
Localizzazione
Stato Italia
Regione Campania
Provincia Avellino
Amministrazione
SindacoVito Pelosi (lista civica Serino bene comune) dal 6-6-2016
Territorio
Coordinate40°51′00″N 14°52′30″ECoordinate40°51′00″N 14°52′30″E (Mappa)
Altitudine416 m s.l.m.
Superficie52,5 km²
Abitanti6 615[1] (31-3-2022)
Densità126 ab./km²
Frazioni24 frazioni
Comuni confinantiAiello del SabatoCalvanico (SA), Giffoni Valle Piana (SA), MontellaSan Michele di SerinoSanta Lucia di SerinoSanto Stefano del SoleSolofraVolturara Irpina
Altre informazioni
Cod. postale83028
Prefisso0825
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT064099
Cod. catastaleI630
TargaAV
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona D, 1 909 GG[3]
Nome abitantiserinesi
Patronosan Francesco
Giorno festivo4 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: ItaliaSerino
Posizione del comune all’interno della provincia di Avellino
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata · Manuale

Serino è un comune italiano di 6 615 abitanti della provincia di Avellino in Campania.

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Situato a un’altitudine media di 416 m s.l.m., Serino dista solo 64 chilometri da Napoli, 11 da Avellino e 25 da Salerno.

Il comune fa parte della Comunità montana Terminio-Cervialto.

È attraversato dai torrenti Vallone delle Barre e Ferrarese, che non superano i 2 km. Fa eccezione il fiume Sabato, lungo 50 km.

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Terremoti in Irpinia.

Il territorio comunale di Serino è parte del distretto sismico dell’Irpinia. In occasione del terremoto del 1980 vi furono, nel solo comune di Serino, 10 morti, 33 feriti e 1060 senzatetto[4].

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Campania non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili secondo le linee guida sull’uso delle fonti.

Secondo Francesco Scandone, storico dei comuni dell’Irpinia, il nome di Serino ha antichissime origini e deriverebbe dall’antico osco “sarino” che vuol dire “chiaro”. L’appellativo veniva dato alle sorgenti d’acqua purissima che facevano singolare contrasto con il corso limaccioso del Sabato.

Filippo Masucci, altro storico di Serino, diverge da questa etimologia ritenendo che Serino sia da collegare all’aggettivo “sereno” con riferimento alla limpidezza del suo cielo. Ma è molto più probabile che il nome Serino derivi da “sierra” intendendo con questo termine (derivante dal latino “sero” cioè “chiudo, serro”) una chiostra, una chiusura, come quelle di Verteglia di Campolaspierto sulla strada che da Serino porta al monte Terminio (il monte prende il nome dal dio romano al quale era consacrato, perché faceva da confine, da termine tra due province dell’impero).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca storica, le origini di Serino vanno ricercate nella misteriosa Sabatia ove abitava un popolo di origine sannitica “i sabatini” che, con ogni probabilità, verso la metà del secolo II a.c. trovarono rifugio nella zona ove attualmente sorge il centro urbano.[senza fonte]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla lingua italiana, nel territorio comunale di Serino è in uso il dialetto irpino.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Serino è, per superficie territoriale, uno dei comuni più estesi della provincia di Avellino, suddiviso in 24 frazioni: San Giuseppe, San Biagio, Strada, Grimaldi, San Sossio, Troiani, Guanni, Casancino, Rivottoli, San Gaetano, Fontanelle, Laurano, Sala, Doganavecchia, Raiano, San Giacomo, Ponte, Ferrari, Cretazzo, Pescarole, Stazione, Canale, Toppole e Ogliara[7].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L’economia serinese è basata sulla trasformazione di prodotti alimentari e sulla filiera della nocciola e della castagna, con raccolta, trasformazione e distribuzione. Dagli inizi del XXI secolo la presenza di un insetto infestante (cinipide del castagno) ha però provocato una grave crisi del comparto castanicolo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Sindaci[modifica | modifica wikitesto]

PeriodoPrimo cittadinoPartitoCaricaNote
19931997Carlo Di DonatoDemocrazia CristianaSindaco
19972001Armando InginocentrodestraSindaco
20012005Armando InginocentroSindaco
20052006Pasquale TrocchiaCommissario straordinario
20062011Gaetano De FeocentrosinistraSindaco
20112016Gaetano De Feolista civicaSindaco
2016in caricaVito Pelosilista civica Serino bene comuneSindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.itISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato AAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall’url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Catalogue of strong earthquakes in Italy, su INGVURL consultato il 19 gennaio 2018 (archiviato dall’url originale il 7 gennaio 2018).
  5. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (XLSX), su Protezione CivileURL consultato il 13 gennaio 2018.
  6. ^ Statistiche I.Stat – ISTAT URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Località e Frazioni di Serino
  8. ^ città gemellate dal sito ufficiale, su baiamarecity.roURL consultato il 7 gennaio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Simone, Chiara; De Biase, Ottaviano: Serino nella seconda Metà dell’800 (1860 – 1900). Serino 1991.
  • Filomeno Moscati: Storia di Serino [2002]
  • Filomeno Moscati: Storia di Serino – II edizione [2005]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN) 241908500 · GND (DE) 7639011-1 · WorldCat Identities (EN) viaf-241908500
 Portale Provincia di Avellino: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Provincia di Avellino

Categoria

[altre]

Menu di navigazione

Ricerca

Comunità

Strumenti

Stampa/esporta

In altri progetti

In altre lingue

Modifica collegamenti

Inghilterra

Inghilterra

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Jump to navigationJump to search

 Disambiguazione – “England” rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi England (disambigua).

Inghilterra
Nazione costitutiva
(EN) England
(dettagli)(dettagli)
Localizzazione
Stato Regno Unito
Amministrazione
CapoluogoLondra
Lingue ufficialiInglese
Territorio
Coordinate
del capoluogo
51°18′09.36″N 0°04′26.04″ECoordinate51°18′09.36″N 0°04′26.04″E (Mappa)
Superficie130 278,43 km²
Abitanti56 286 961 (2019)
Densità432,05 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+0
ISO 3166-2GB-ENG
Nome abitantiInglesi
Patronosan Giorgio
InnoGod Save the Queen (“Dio salvi la regina”) assieme ad altri
Motto(FR) Dieu et mon droit (“Dio e il mio diritto”)
Cartografia
Sito istituzionale
Modifica dati su Wikidata · Manuale

L’Inghilterra (in ingleseEngland/ˈɪŋɡlənd/) è una delle quattro nazioni costitutive del Regno Unito, l’unica a non costituire un’entità amministrativa e a non essere dotata di un governo autonomo.[1][2] Condivide le frontiere con la Scozia a nord e con il Galles ad ovest, mentre il suo capoluogo è Londra, capitale del Regno Unito.

A nordovest è bagnata dal mare d’Irlanda, a sudovest dal mare Celtico, a est dal mare del Nord e a sud dal canale della Manica, che la separa dall’Europa continentale. L’Inghilterra comprende la maggior parte della regione centro-meridionale dell’isola della Gran Bretagna e conta inoltre più di 100 isole minori, come le isole Scilly e l’isola di Wight.

L’area che oggi si chiama Inghilterra era abitata da uomini già dal Paleolitico superiore, ma prende il nome dagli Angli, una delle tribù germaniche che si stabilirono nel corso del V e VI secolo. Gli Angli della Gran Bretagna sono chiamati Anglosassoni. Difatti, il nome “England” deriva dal nome inglese antico Englaland, che significa: “Terra degli Angli” (latinaAnglia). L’Inghilterra divenne uno Stato unitario nel 927 (durante il regno di Æthelstan del Wessex) e a partire dal XV secolo iniziò ad avere un impatto significativo, sia culturale che geopolitico, sul resto del mondo.[3] La lingua inglese, la Chiesa anglicana e il diritto inglese sono alla base delle organizzazioni dei paesi aderenti al Commonwealth. Il sistema politico parlamentare inglese è stato ampiamente adottato da altre nazioni.[4] Proprio in Inghilterra, la rivoluzione industriale iniziò nel XVIII secolo, trasformandola nella prima nazione industrializzata al mondo.[5] La Royal Society inglese ha posto le basi della moderna scienza sperimentale.[6]

Il territorio inglese comprende per lo più basse colline e pianure, poste specialmente nel centro e nel sud dell’Inghilterra. Tuttavia, ci sono regioni montuose nel nord (ad esempio, le montagne Lake District, i Monti Pennini e le Yorkshire Dales) e nel sud-ovest (per esempio, Dartmoor e il Cotswolds). Londra, capitale dell’Inghilterra, è la più grande area metropolitana del Regno Unito. La popolazione inglese è di circa 57 milioni, circa l’84% dell’intera popolazione del Regno Unito, ed è in gran parte concentrata a Londra e nelle Midlands e nello Yorkshire. Prati e pascoli si trovano nelle aree fuori delle grandi città.

Il Regno d’Inghilterra includeva anche il Galles, la cui conquista fu completata da re Edoardo I nel 1282, ma l’unione formale si ebbe solo nel 1536. Il 1º maggio 1707, con l’Atto di Unione, il regno d’Inghilterra si unì al regno di Scozia per formare il nuovo Regno Unito di Gran Bretagna.[7][8] Nel 1801 la Gran Bretagna e il regno d’Irlanda, attraverso un secondo Atto di Unione, si fusero nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.

Indice

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dell’Inghilterra.

Inghilterra preistorica e antica[modifica | modifica wikitesto]

Stonehenge, monumento del neolitico

Le prime testimonianze della presenza umana, nella zona ora conosciuta come Inghilterra, sono state quelle attribuite all’Homo antecessor, risalente a circa 780000 anni fa. Le più antiche ossa proto-umane scoperte risalgono invece a 500000 anni fa.[9] Gli esseri umani moderni hanno costituito i primi nuclei abitati durante il periodo paleolitico superiore, anche se insediamenti permanenti sono stati istituiti solo negli ultimi 6000 anni.[10][11] Dopo l’ultima glaciazione solo i grandi mammiferi come i mammut, i bisonti e i rinoceronti lanosi rimasero. Circa 11000 anni fa, quando i ghiacci cominciarono a ritirarsi, gli esseri umani ripopolarono l’area. La ricerca genetica suggerisce che i popoli provenivano dalla parte settentrionale della penisola iberica.[12] Il livello del mare era più basso di adesso e la Gran Bretagna era collegata via terra sia all’Irlanda che all’Eurasia.[13]

La cosiddetta “cultura del vaso campaniforme” arrivò intorno al 2500 a.C.[14] Sono di questo periodo i principali monumenti neolitici rimastici, come Stonehenge e Avebury. Lo sviluppo della fusione del ferro ha permesso la costruzione di migliori aratri, portando un avanzamento dell’agricoltura, così come la produzione di armi più efficaci.[15]

Durante l’età del ferro, la cultura celtica, derivata dagli Hallstatt e La Tène, arrivò dall’Europa centrale. La società era tribale, secondo la Geographia di Tolomeo vi erano circa venti diverse tribù della zona. Tuttavia, le divisioni precedenti non sono note poiché i britannici non sapevano né leggere né scrivere. Come altre regioni ai margini dell’Impero, la Gran Bretagna aveva a lungo goduto di legami commerciali con i RomaniGiulio Cesare aveva tentato di invaderla due volte nel 55 a.C., anche se in gran parte senza successo.

I Romani invasero la Britannia nel 43 d.C. durante il regno dell’imperatore Claudio, successivamente conquistando gran parte della Gran Bretagna, e la zona venne incorporata nell’Impero romano come provincia di Britannia.[16] La più nota delle tribù native che ha tentato di resistere sono stati i Catuvellauni guidati da Carataco. In seguito, una rivolta guidata da Boudicca, regina degli Iceni, si è conclusa con il suicidio della stessa regina in seguito alla sua sconfitta nella battaglia della strada Watling.[17] Da qui in poi, in Inghilterra, iniziò a prevalere la cultura greco-romana, con l’introduzione del diritto romano, dell’architettura romana, di reti fognarie, di molti strumenti agricoli e della seta.[18][19][20] Nel III secolo, l’imperatore Settimio Severo morì a Eboracum (l’odierna York), dove Costantino fu successivamente proclamato imperatore.[21]

La data di introduzione del Cristianesimo in Inghilterra è tuttora oggetto di dibattito, ma certamente entro il IV secolo. A partire dal 410 l’Impero romano iniziò il suo declino e molte unità dell’esercito lasciarono l’Inghilterra per difendere l’Europa continentale e per partecipare a guerre civili.[22]

Inghilterra nel medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Medioevo inglese.

Il ritiro dei Romani lasciò l’Inghilterra aperta alle invasioni dei popoli pagani del nord-Europa, in particolare AngliSassoni e Juti che iniziarono a stabilirsi inizialmente nella parte orientale del paese.[22]

Durante questo periodo, i possedimenti terrieri sembrano essere frammentati in numerosi territori tribali, ma dal VII secolo, questi si fusero in una dozzina di regni, tra cui i regni di NorthumbriaMerciaWessexEssexKent e Sussex. Nei secoli successivi il processo di consolidamento politico continuò.[23] Durante il IX secolo i continui e sempre più crescenti attacchi dei danesi culminarono con la sconfitta di molti regni inglesi e con il regno di Alfredo il Grande l’unico sopravvissuto.

I secoli successivi hanno visto dure battaglie per la conquista del potere fino a quando la dinastia reale è stata ristabilita da Edoardo il Confessore nel 1042. Alla morte di Edoardo, una disputa sulla successione portò alla conquista normanna dell’Inghilterra da parte di un esercito guidato dal duca Guglielmo di Normandia.[24] Questa conquista ha portato alla quasi totale spoliazione dell’élite inglese e la sua sostituzione con una nuova aristocrazia di lingua francese, situazione che ha avuto un effetto profondo e permanente sulla lingua inglese.[25]

Re Enrico V alla battaglia di Azincourt, combattuta il giorno di San Crispino che si concluse con una vittoria inglese contro un esercito francese di più grandi dimensioni, durante la guerra dei cent’anni.

Plantageneti ereditarono il trono inglese con Enrico II, aggiungendo l’Inghilterra al proprio impero angioino, che comprendeva feudi che la famiglia aveva ereditato in Francia.[26] Essi regnarono per tre secoli, con famosi monarchi come Riccardo IEdoardo IEdoardo III.[26] Quest’epoca ha visto radicali cambiamenti nel commercio e nella legislazione, compresa la firma della Magna Carta, uno statuto legale inglese utilizzato per limitare i poteri del sovrano e proteggere i privilegi degli uomini liberi. Il monachesimo cattolico fiorì e le università di Oxford e Cambridge furono fondate con il patrocinio reale. Il Principato del Galles divenne un feudo Plantageneto durante il XIII secolo[27] e la Signoria d’Irlanda fu donata alla monarchia inglese dal papa.

Durante il XIV secolo, i Plantageneti e la dinastia di Valois affermavano di essere entrambi legittimi discendenti dei Capetingi e quindi possessori dei domini in Francia. Le due potenze finirono per scontrarsi in quella che venne poi chiamata la guerra dei cent’anni.[28] Un’epidemia di peste nera colpì l’Inghilterra, a partire nel 1348, e portò alla morte di quasi la metà degli abitanti.[29][30]

Dal 1453-1487, si combatté una guerra civile tra i due rami della famiglia reale, gli York e i Lancaster, conosciuta come la guerra delle due rose.[31] La conclusione della guerra portò gli York a perdere il trono a favore di una famiglia nobile gallese, i Tudor, un ramo dei Lancaster guidato da Enrico Tudor, che invase l’Inghilterra con i gallesi e mercenari bretoni, guadagnando la vittoria nella battaglia di Bosworth Field, in cui fu ucciso il re Riccardo III di York.[32]

Il simbolo dell’Inghilterra, la Rosa Tudor, viene dedicata a Riccardo III di York dalla famiglia Tudor, i quali divennero Duchi di Cambridge, luogo dove venne colta la rosa, all’ombra dell’università.

Prima età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo Tudor coincide con la dinastia dei Tudor in Inghilterra iniziata con il regno di Enrico VII. Henry si impegnò in una serie di iniziative amministrative, economiche e diplomatiche. Ha prestato molta attenzione ai dettagli e, invece di spendere generosamente, si è concentrato sull’aumento di nuove entrate.[33] Henry riuscì a ripristinare il potere e la stabilità della monarchia della nazione dopo la guerra civile. La sua politica di sostegno all’industria della lana inglese e la sua situazione di stallo con i Paesi Bassi hanno avuto un beneficio duraturo per l’economia inglese. Ripristinò le finanze della nazione e ne rafforzò il sistema giudiziario. Il Rinascimento raggiunse l’Inghilterra attraverso i cortigiani italiani, che reintrodussero il dibattito artistico, educativo e accademico dall’antichità classica. L’Inghilterra iniziò a sviluppare abilità navali e l’esplorazione si intensificò nell’era della scoperta.[33][34]

L’incontro tra Massimiliano I, imperatore del Sacro Romano Impero ed Enrico VIII. Sullo sfondo è raffigurata la Battaglia degli Speroni contro Luigi XII di Francia..

Enrico VIII ruppe la comunione con la Chiesa cattolica, su questioni relative al suo divorzio e con l’Atto di Supremazia del 1534, proclamò sé stesso, in quanto monarca, a capo della Chiesa anglicana. In contrasto con gran parte del protestantesimo europeo, le radici della spaccatura erano più politiche che teologiche. Egli inoltre unì il Galles al Regno d’Inghilterra. La figlia di Enrico, Maria I tentò di ripristinare il cattolicesimo, ma il tentativo fallì dopo la sua morte e la successione a Elisabetta I che riaffermò la supremazia dell’anglicanesimo.

La Riforma ha trasformato la religione inglese durante questo periodo. I cinque sovrani, Enrico VIIEnrico VIIIEdoardo VIMaria I ed Elisabetta I avevano approcci completamente diversi, con Enrico VIII che sostituiva il papa come capo della Chiesa d’Inghilterra ma mantenendo dottrine cattoliche, Edoardo che imponeva un protestantesimo molto rigoroso, Mary tenta di ripristinare il cattolicesimo ed Elisabetta arriva a una posizione di compromesso che definiva la Chiesa d’Inghilterra non proprio protestante. Cominciò con le insistenti richieste di Enrico VIII di annullamento del suo matrimonio che papa Clemente VII si rifiutò di concedere. Enrico VIII incorporò legalmente la sua terra ancestrale Galles nel Regno d’Inghilterra con gli atti del 1535-1542. La rottura di Enrico con Roma provocò la minaccia di un’invasione francese o spagnolo su larga scala. Per proteggersi da questo rischio, a partire dal 1538 iniziò a costruire una catena difensiva lungo le coste meridionali e orientali dell’Inghilterra, dal Kent alla Cornovaglia.

Ci furono conflitti religiosi interni durante il regno delle figlie di Enrico, Maria I ed Elisabetta I. Il primo ha riportato il paese al cattolicesimo, mentre il secondo ha di nuovo rotto da esso, affermando con forza la supremazia dell’anglicanesimo. L’era elisabettiana è l’epoca del regno di Elisabetta I (“la Regina Vergine”). Gli storici spesso la descrivono come l’età dell’oro nella storia inglese. L’Inghilterra elisabettiana rappresentò l’apogeo del Rinascimento inglese e vide il fiorire di arte, poesia, musica e letteratura. L’epoca è famosa soprattutto per il suo dramma, teatro e drammaturghi. Dal punto di vista economico, la fondazione della Borsa Reale (1565), la prima borsa valori in Inghilterra e una delle prime in Europa, si rivelò uno sviluppo della prima importanza, per lo sviluppo economico dell’Inghilterra e presto per il mondo intero. Con tasse più basse rispetto agli altri paesi europei del periodo, l’economia inglese si espanse. Durante questo periodo l’Inghilterra ebbe un governo centralizzato, ben organizzato ed efficace come risultato di vaste riforme Tudor.[35] Sono stati inoltre compiuti progressi scientifici significativi. Francis Bacon era un filosofo e statista che servì come procuratore generale e come Lord Cancelliere. Le sue opere sono viste come un contributo al metodo scientifico e rimasero influenti durante la Rivoluzione Scientifica.[36]

I marinai inglesi esplorarono il mondo; Sir Francis Drake circumnavigò il globo tra il 1577 e il 1581, e Martin Frobisher esplorò l’Artico. Le loro avventure ispirarono molta poesia e dramma.[37] In competizione con la Spagna, la prima colonia inglese in America fu fondata 1585 dall’esploratore Walter Raleigh in Virginia e chiamata Roanoke. Gli aspetti economici delle colonie del Nuovo Mondo erano gestiti dalla Compagnia britannica delle Indie orientali, in concorrenza con Spagna e Olanda. Con la Compagnia delle Indie Orientali, l’Inghilterra si trovò in competizione con gli olandesi e i francesi ad est. Originariamente denominato “Governatore e Compagnia dei Mercanti di Londra che commerciano nelle Indie Orientali”, la compagnia crebbe fino a rappresentare metà del commercio mondiale tra la metà del 1700 e l’inizio del 1800.[38] Sotto Elisabetta I, l’Inghilterra fu coinvolta in una guerra con la Spagna, che vide navi di proprietà privata combinarsi con le navi della regina in incursioni altamente redditizie contro il commercio spagnolo e le colonie.

Un’armata salpò dalla Spagna nel 1588 come parte di un piano più ampio per invadere l’Inghilterra e ristabilire una monarchia cattolica. Il piano fu ostacolato da un cattivo coordinamento, da un tempo burrascoso e da attacchi faticosi da parte di una flotta inglese al comando di Lord Howard di Effingham. Questo fallimento non pose fine alla minaccia: la Spagna lanciò altre due armate, nel 1596 e nel 1597, ma entrambe furono respinte da tempeste. La struttura politica dell’isola cambiò nel 1603, quando il re di Scozia, Giacomo VI, un regno che era stato per lungo tempo rivale degli interessi inglesi, ereditò il trono d’Inghilterra come Giacomo I, creando così un’unione personale. Si autoproclamò re di Gran Bretagna, anche se questo non aveva alcuna base nel diritto inglese. Sotto l’egida di Giacomo I e di re Giacomo I, nel 1611 venne pubblicata la versione della Sacra Bibbia. Era la versione standard della Bibbia letta dalla maggior parte dei cristiani protestanti per quattrocento anni fino a quando le revisioni moderne furono prodotte nel XX secolo.

La Restaurazione inglese: il re Carlo II e la pace dopo la guerra civile inglese.

Sulla base di contrastanti posizioni politiche, religiose e sociali, la guerra civile inglese fu combattuta tra i sostenitori del Parlamento e quelli del re Carlo I, rispettivamente i Roundheads e i Cavalier. Questa era una parte dei più ampi scontri che presero nome di Guerre dei tre regni e che coinvolse anche la Scozia e l’Irlanda. I parlamentari uscirono vittoriosi, Carlo I fu giustiziato e il regno venne sostituito con il Commonwealth. A capo delle forze del Parlamento, Oliver Cromwell, che si dichiarò Lord Protettore nel 1653.[39] Dopo la morte di Cromwell, Carlo II fu invitato a tornare come monarca nel 1660 e così si ebbe la Restaurazione inglese. Fu stabilito costituzionalmente, tramite il Bill of Rights, che il re e il Parlamento avrebbero governato insieme, anche se il potere era di fatto al Parlamento. Tra le leggi, vi si stabilì che il potere legislativo era appannaggio del Parlamento e che il Re non poteva, senza l’assenso di esso, imporre tasse o mobilitare l’esercito.[40] Con la fondazione della Royal Society, 1660, lo sviluppo della scienza fu molto incoraggiato.

Il grande incendio di Londra del 1666 distrusse gran parte della città, che però fu ricostruita poco dopo.[41] In Parlamento emersero due fazioni contrapposte, i Tories e i Whigs. I primi erano di stampo monarchico, i secondi liberali. Anche se i Tories inizialmente sostennero il re cattolico Giacomo II, alcuni di loro, insieme ai Whigs, lo deposero durante la “Gloriosa rivoluzione” del 1688 e invitarono il principe olandese Guglielmo III a diventare monarca. Nel 1707 vi fu un’unione politica tra l’Inghilterra e la Scozia, formando così il Regno di Gran Bretagna.[42] Le istituzioni delle due nazioni, come la giustizia e la chiesa, rimasero comunque indipendenti.[43]

Epoca tardo moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo Regno di Gran Bretagna, sotto la spinta del progresso scientifico della Royal Society, delle idee illuministiche che andavano dilagando e grazie ad altre iniziative, andò incontro ad un periodo di grossissime innovazioni nel campo della scienza e dell’ingegneria. Questo aprì la strada per la costituzione dell’Impero britannico. La cosiddetta rivoluzione industriale, che nacque proprio in Inghilterra, fu un periodo di profondo cambiamento nelle condizioni socio-economiche e culturali dell’Inghilterra, con l’industrializzazione dell’agricoltura, della produzione manifatturiera e dell’estrazione minerari. L’apertura del nord-ovest dell’Inghilterra del Bridgewater Canal, avvenuta nel 1761, inaugurò l’età del trasporto via mare in Gran Bretagna.[44] Nel 1825 fece la sua prima comparsa la locomotiva a vapore per il trasporto passeggeri.[45]

Durante la Rivoluzione Industriale, molti lavoratori si trasferirono dalla campagna inglese alle nuove aree urbane, per lavorare nelle fabbriche. Manchester e Birmingham, vennero rispettivamente soprannominate “magazzino del mondo” e “officina del mondo”.[46][47] L’Inghilterra mantenne una relativa stabilità durante tutti i tumulti della Rivoluzione franceseWilliam Pitt il Giovane fu Primo Ministro britannico per il regno di Giorgio III. Durante le guerre napoleonicheNapoleone progettò l’invasione dell’isola. Tuttavia questo non riuscì e le forze francesi furono sconfitte dagli inglesi, prima via mare da Lord Nelson e poi sulla terra dal duca di Wellington. Le guerre napoleoniche favorirono il concetto di britannicità e di unità nazionale condivisa con gli scozzesi e i gallesi.[48]

Durante l’età vittorianaLondra diventò la più grande e popolosa metropoli del mondo, l’esercito e la marina inglesi godevano di un altissimo prestigio e gli scambi commerciali all’interno dell’Impero Britannico erano fiorenti.[49] Alcune agitazioni politiche avvenute in patria, come quelle dei cartisti e delle suffragette portarono ad una riforma legislativa e al suffragio universale.[50]

Le tensioni tra le potenze dell’Europa centro-orientale portarono, nel 1914, alla prima guerra mondiale. Centinaia di migliaia di soldati inglesi morirono combattendo per il Regno Unito nella Triplice intesa. Due decenni più tardi, nella seconda guerra mondiale, il Regno Unito è stato ancora una volta uno degli alleati. Alla fine della “Strana guerra“, Winston Churchill divenne il Primo Ministro, carica che mantenne per tutta la durata del secondo conflitto mondiale. Gli sviluppi nella tecnologia di guerra portarono alla distruzione di molte città inglesi a causa dei bombardamenti aerei. Dopo la guerra, l’impero britannico sperimentò una rapida decolonizzazione. Nello stesso periodo si assistette ad una accelerazione delle innovazioni tecnologiche: le automobili divennero il mezzo principale di trasporto e Frank Whittle sviluppò il motore a reazione.[51] Nel 1948 venne creato il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) che fornisce assistenza sanitaria gratuita grazie al finanziamento pubblico.

Dal XX secolo si è registrata una crescita significativa della popolazione in Inghilterra, per lo più proveniente da altre parti delle isole britanniche, ma anche dai paesi aderenti al Commonwealth, in particolare il subcontinente indiano.[52] Dal 1970 l’economia si è allontanata dalla produzione manifatturiera, verso il settore dei servizi.[53]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L’Inghilterra comprende la parte centrale e meridionale dell’isola della Gran Bretagna più le isole situate a sud della Gran Bretagna: le Isole Scilly e l’isola di Wight. Confina a nord con la Scozia e a ovest con il Galles, il mare d’Irlanda e il mare Celtico, mentre nella parte orientale è bagnata dal mare del Nord. È separata dall’Europa continentale dal canale della Manica, che divide l’Inghilterra dalla Francia e lambisce tutta la costa meridionale del Paese. È collegata al continente europeo tramite il tunnel sotto la Manica.

Il territorio è per lo più collinare, a nord vi si trovano alcune aree montuose. La linea di demarcazione fra le due aree è nota come Tees-Exe line. Nella parte orientale del paese si trova una zona pianeggiante le cui paludi sono state bonificate per consentirne la coltivazione. Il fiume principale dell’Inghilterra è il Tamigi, lungo 323 km, il che ne fa il secondo fiume più lungo dello Stato dopo il Severn lungo 354 km. Altri fiumi principali sono: il Trent, l’Humber, l’Ouse, il Tyne, il Mersey, il Dee e l’Avon.

Costa giurassica nel Dorset

Ci sono molti laghi in Inghilterra; il più grande è Windermere, all’interno del Lake District giustamente chiamato.[54] La maggior parte del paesaggio inglese è costituito da basse colline e pianure, con terreni montuosi nel nord e nell’ovest del Paese. Gli altipiani settentrionali comprendono i Pennini, una catena di altipiani che divide l’est dall’ovest, le montagne del Lake District in Cumbria e le Cheviot Hills, a cavallo del confine tra Inghilterra e Scozia. Il punto più alto dell’Inghilterra, con i suoi 978 metri, è lo Scafell Pike nel Lake District. Le Shropshire Hills si trovano vicino al Galles, mentre Dartmoor ed Exmoor sono due aree montuose nel sud-ovest del Paese. La linea di demarcazione approssimativa tra i tipi di terreno è spesso indicata dalla linea Tees-Exe.[55]

In termini geologici, i Pennini, noti come la “spina dorsale dell’Inghilterra”, sono la più antica catena montuosa del Paese, risalente alla fine dell’era paleozoica, circa 300 milioni di anni fa.[56] La loro composizione geologica comprende, tra l’altro, arenaria e calcare e anche carbone. Nelle aree calcaree, come alcune zone dello Yorkshire e del Derbyshire, si trovano paesaggi carsici. Il paesaggio della Pennina è costituito da brughiere alte in zone montuose, frastagliate dalle fertili valli dei fiumi della regione. In queste zone si trovano due parchi nazionali, lo Yorkshire Dales e il Peak District. Nella West Country, Dartmoor ed Exmoor, nella penisola sud-occidentale, comprendono lande montuose sostenute da granito e godono di un clima mite; entrambi sono parchi nazionali.[56]

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

La fauna dell’Inghilterra è simile a quella di altre aree delle isole britanniche, con un’ampia gamma di vertebrati e invertebrati in una serie di habitat diversi.[57] L’Agenzia per l’Ambiente è un ente pubblico non dipartimentale, istituito nel 1995 e promosso dal Dipartimento per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali con responsabilità relative alla protezione e al miglioramento dell’ambiente in Inghilterra. Il Segretario di Stato per l’Ambiente, l’Alimentazione e gli Affari Rurali è il ministro responsabile della protezione ambientale, dell’agricoltura, della pesca e delle comunità rurali in Inghilterra.[58]

Cigno muto nel Cambridgeshire

Le riserve naturali nazionali in Inghilterra sono designate da Natural England come luoghi chiave per la fauna selvatica e le caratteristiche naturali in Inghilterra. Sono state istituite per proteggere le aree più significative di habitat e formazioni geologiche. Le NNR sono gestite per conto della nazione, molte da Natural England stessa, ma anche da organizzazioni non governative, tra cui i membri della partnership The Wildlife Trust, il National Trust e la Royal Society for the Protection of Birds. In Inghilterra ci sono 229 NNR che coprono 939 chilometri quadrati (363 miglia quadrate). Spesso contengono specie rare o specie di piante e animali di importanza nazionale.

L’Inghilterra ha un clima oceanico temperato nella maggior parte delle aree, senza estremi di freddo o caldo, ma presenta alcune piccole aree subartiche e zone più calde nel sud-ovest. Verso il nord dell’Inghilterra il clima diventa più freddo e la maggior parte delle montagne e delle alte colline dell’Inghilterra si trovano qui e hanno un grande impatto sul clima e quindi sulla fauna locale delle aree. I boschi di latifoglie sono diffusi in tutta l’Inghilterra e costituiscono l’habitat di gran parte della fauna selvatica del Paese, ma nelle aree settentrionali e montane dell’Inghilterra lasciano il posto a foreste di conifere (soprattutto piantagioni) che favoriscono anche alcune forme di fauna selvatica.

I roditori costituiscono il 40% delle specie di mammiferi. Tra questi vi sono scoiattoli, topi, arvicole, ratti e il castoro europeo. Vi è anche un’abbondanza di coniglio europeo, lepre europea, toporagni e diverse specie di pipistrelli. I mammiferi carnivori includono la volpe rossa, il tasso eurasiatico, la lontra eurasiatica e la donnola. Varie specie di foche, balene e delfini si trovano sulle coste inglesi o nelle loro vicinanze. I più grandi animali selvatici terrestri sono oggi i cervi. Il cervo rosso è la specie più grande, ma anche il capriolo e il daino sono importanti; quest’ultimo è stato introdotto dai Normanni. Sono stati introdotti il cervo Sika e altre due specie di cervi più piccoli, il muntjac e il cervo d’acqua cinese; il muntjac si è diffuso in Inghilterra, mentre il cervo d’acqua cinese è limitato principalmente all’Anglia orientale. Il clima dell’Inghilterra è molto adatto ai lagomorfi e il Paese ospita conigli e lepri brune, introdotti in epoca romana.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato oceanico relativamente mite se rapportato alla sua latitudine. Le precipitazioni risultano regolarmente distribuite in tutti i mesi dell’anno anche se in estate ed in inverno rivestono un carattere di maggiore intensità.

Maggio e giugno sono i mesi più soleggiati, ma le temperature sono ancora abbastanza fresche; l’estate è un po’ più calda ma rovesci di pioggia sono sempre possibili. Novembre e dicembre sono i mesi più nuvolosi con un’insolazione debole nel nord ovest ma in aumento verso sud est.

INGHILTERRA[59]MesiStagioniAnno
GenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAut
T. max. media (°C)7791418212121181497713,72113,713,8
T. min. media (°C)112791111119721161166
Precipitazioni (mm)846067575663546773848490234180184241839

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione delle contee inglesi

L’Inghilterra, con i suoi circa 57 milioni di abitanti, non è solo la nazione più popolosa del Regno Unito (all’incirca l’84% della popolazione), ma anche quella con più gruppi etnici: un decimo circa della popolazione appartiene ad etnie diverse da quella europea.

Il popolo inglese è costituito da anglosassoni e le ondate di immigrazione sono state molte, a partire dai Celti intorno al 600 a.C. I pochi Romani con le loro legioni nel sud della Gran Bretagna giunsero tra il 50 a.C. e il 300 d.C.; seguirono nel periodo 350–550 il grande trasferimento delle popolazioni degli Angli (tutti), i Sassoni (maggior parte) e gli Juti (tutti); nel periodo 800900, i Vichinghi danesi (con il piccolo regno enclave del Danelaw); nel 1066, i Normanni; nel 16501750, rifugiati dall’Europa continentale, fra cui gli Ugonotti; tra il 1880 e il 1940, alcuni EbreiRussiItalianiSpagnoli; negli anni 19501985, persone originarie dell’area Caraibica, dell’Africa e dell’Asia; dal 1985 ci sono state ondate di abitanti est europei e rifugiati Curdi.

La prosperità della nazione ha anche attirato flussi di immigrazione dalle vicine Scozia e Irlanda.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di Canterbury.

Il cristianesimo è la religione più praticata in Inghilterra fin dal Medioevo, anche se fu introdotta molto prima, durante l’epoca romana e gaelica. Secondo il censimento del 2011 il 59,4% della popolazione inglese aderisce al cristianesimo, in forte diminuzione dal 71,7% del 2001.[60] La chiesa tradizionale del popolo inglese è l’anglicanesimo[61], risalente al XVI secolo, con la scissione dalla chiesa di Roma ad opera del re Enrico VIII. Molte cattedrali e chiese parrocchiali sono edifici storici di rilevante importanza architettonica, come l’Abbazia di Westminster, la Cattedrale di York, la Cattedrale di Durham e la Cattedrale di Salisbury.

San Giorgio uccisore di draghi, patrono dell’Inghilterra.

La seconda religione più praticata è il rito latino della Chiesa cattolica, che affonda le sue origini in Inghilterra dal VI secolo con l’apostolato di Agostino di Canterbury. Nella storia vi fu anche un Papa, inglese, Adriano IV, mentre santi Beda e Anselmo sono considerati come Dottori della Chiesa.

Una forma di protestantesimo, conosciuto come metodismo, è la terza forma di culto in Inghilterra che si è sviluppato fuori dall’anglicanesimo attraverso John Wesley.[62] Esso si è guadagnato popolarità nelle città del Lancashire e del Yorkshire e tra i minatori di stagno in Cornovaglia.[63] Vi sono altre minoranze conformista, come battistiquacchericongregazionalistiunitari e l’Esercito della Salvezza.[64] L’immigrazione di Cipro (una ex colonia britannica) e del Medio Oriente ha aggiunta una minoranza ortodossa.

Il santo patrono d’Inghilterra è San Giorgio, egli è rappresentato nella bandiera nazionale (croce rossa in campo bianco, la cui adozione va fatta risalire al 1190 d.C., quando la Repubblica di Genova concesse all’Inghilterra l’utilizzo del vessillo in cambio di un tributo annuale), così come la bandiera dell’Unione. Ci sono molti altri santi inglesi, alcuni dei più noti includono: Cutberto di LindisfarneAlbano d’InghilterraVilfrido di YorkEdoardo il ConfessoreAidan di LindisfarnenJohn FisherTommaso MoroPetroc e Thomas Becket.

Vi sono anche religioni non cristiane praticate nella nazione. Gli ebrei hanno sempre rappresentato una piccola minoranza sull’isola a partire dal 1070.[65] Vennero in seguito espulsi dall’Inghilterra nel 1290 e vi poterono tornare solo nel 1656.[65]

A partire dalla metà del XX secolo, religioni orientali provenienti dalle ex colonie britanniche hanno iniziato ad apparire per via della crescente immigrazione straniera. Secondo il censimento del 2011 l’Islam è la seconda religione più consistente in Inghilterra, raccogliendo il 5% della popolazione, cui seguono per grandezza l’induismo (1,5%), il sikhismo (0,8%), il buddhismo (0,5%) e altre religioni (0,4%).[60] Il 24,7% della popolazione è costituito da atei, agnostici e persone che non si riconoscono in alcuna religione.[60]

Religioni2001[66]2011[60]
Numero%Numero%
Cristianesimo35,251,24471.731,479,87659.4
Islam1,524,8873.12,660,1165.0
Induismo546,9821.1806,1991.5
Sikhismo327,3430.7420,1960.8
Ebraismo257,6710.5261,2820.5
Buddhismo139,0460.3238,6260.5
Altre religioni143,8110.3227,8250.4
Atei7,171,33214.613,114,23224.7
Non dichiarano3,776,5157.73,804,1047.2
Totale popolazione49,138,831100.053,012,456100.0

Politica[modifica | modifica wikitesto]

La sede del governo si trova a Londra, anche se tecnicamente la città è la capitale di Inghilterra e Galles. Contrariamente alla Scozia, al Galles (entrambi a partire dal 1999) e all’Irlanda del Nord, l’Inghilterra non ha un governo e un parlamento proprio: le funzioni di governo sono esercitate da parlamento e governo del Regno Unito. Nelle decisioni riguardanti la sola Inghilterra i rappresentanti delle altre parti del regno si astengono.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Suddivisioni dell’Inghilterra.

Dopo la recente riforma amministrativa del 2009, l’Inghilterra è suddivisa in 48 contee cerimoniali, di cui 27 sono contee amministrative (shire counties), 6 sono aree metropolitane (metropolitan counties), 8 sono gruppi di distretti (districts), 5 sono autorità unitarie (unitary authorities), mentre le ultime due sono le aree amministrative speciali della Grande Londra e della City (administrative areas).

Cartina delle contee e dei distretti unitari.

Le 27 contee sono ulteriormente suddivise in 201 distretti non-urbani (non-metropolitan districts). Le 6 aree metropolitane, che dal 1986 non hanno organi amministrativi e consigli di governo, sono suddivise in 36 borghi metropolitani (metropolitan boroughs). Sono poi 55 le autorità unitarie, contando a tal fine sia le 5 contee non suddivise in distretti che i distretti non sottoposti alle contee. Calcolando anche le Isole Scilly, i 32 borghi londinesi (boroughs) e la città di Londra (City of London, che ha status a parte) si ha un totale di 326 distretti.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Economia dell’Inghilterra.

La City of London, uno dei più importanti distretti finanziari al mondo.[67][68]

Una Bentley, uno dei marchi di automobili inglesi più conosciuti al mondo.

L’economia inglese è una delle più importanti del mondo, con un PIL medio pro capite di 22.907 £.[69] Considerata come una economia di mercato mista, ha da sempre adottato i principi del libero mercato e mantiene comunque un’avanzata infrastruttura di assistenza sociale.[70] La moneta ufficiale in Inghilterra è la sterlina, il cui codice ISO 4217 è GBP. Il sistema di tassazione in Inghilterra è molto competitivo rispetto a gran parte del resto d’Europa, a partire dal 2009 l’aliquota di base dell’imposta personale è del 20% sul reddito imponibile fino a 37.400 £ e il 40% su ogni guadagno supplementare al di sopra di tale importo.[71]

L’economia d’Inghilterra è la principale di tutto il Regno Unito,[69] che è la 18º al mondo per potere di acquisto. L’Inghilterra è uno dei leader nel settore chimico[72] e farmaceutico e nei principali settori tecnologici, in particolare nell’industria aerospaziale, l’industria delle armi e di software. A Londra vi è la sede della Borsa di Londra, la principale borsa valori del Regno Unito e la più grande d’Europa, nella capitale vi sono la sede di alcune delle più importanti società al mondo.[73]

La Banca d’Inghilterra, fondata nel 1694 dal banchiere scozzese William Paterson, è la banca centrale del Regno Unito. Nata come banca privata, dal 1946 è diventata un istituto statale.[74] La Banca ha il monopolio dell’emissione di banconote in Inghilterra e Galles, ma non in altre parti del Regno Unito. Il governo ha delegato la responsabilità sulla politica monetaria ad essa e il compito di fissare i tassi di interesse.[75]

L’Inghilterra è altamente industrializzata, ma dal 1970 c’è stato un declino nella tradizionale industria pesante e manifatturiera e una crescente attenzione verso un’economia orientata ai servizi.[53] Il turismo è diventato un settore importante, che attrae milioni di visitatori in Inghilterra ogni anno. Le principali esportazioni sono rappresentate in particolare dai prodotti farmaceutici, dalle automobili (anche se molti marchi inglesi sono ora di proprietà straniera, come Rolls-RoyceLotusJaguar e Bentley), dal petrolio ricavato dal Mare del Nord, dai motori aeronautici e dalle bevande alcoliche.[76] L’agricoltura è intensiva e altamente meccanizzata e produce il 60% del fabbisogno alimentare con solo il 2% della forza lavoro. Due terzi della produzione è dedicata al bestiame, l’altra a seminativi.[77]

Scienza e tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Royal Society.

Sir Isaac Newton.

Eminenti personalità inglesi dal campo della scienza e della matematica includono: Sir Isaac NewtonMichael FaradayRobert HookeRobert BoyleJoseph PriestleyJoseph John ThomsonCharles BabbageCharles DarwinChristopher WrenAlan TuringFrancis CrickJoseph ListerTim Berners-LeePaul DiracStephen HawkingAndrew Wiles e Richard Dawkins. Alcuni esperti sostengono che il primo concetto di un sistema metrico sia stato inventato da John Wilkins, il primo segretario della Royal Society, nel 1668.[78] Come culla della rivoluzione industriale, l’Inghilterra fu la patria di molti inventori significativi durante la seconda parte del XVIII secolo e dell’inizio del XIX. Famosi ingegneri inglesi comprendono Isambard Kingdom Brunel, meglio conosciuto per la creazione della Great Western Railway, inoltre, una serie di piroscafi e la costruzione di ponti, hanno rivoluzionato i trasporti pubblici e messo le basi per la moderna ingegneria.[79] La macchina a vapore di Thomas Newcomen ha dato il via alla Rivoluzione industriale.[80] Il vaccino contro il vaiolo del medico Edward Jenner si dice che abbia “salvato più vite […] di quelle perse in tutte le guerre del genere umano fin dall’inizio della storia documentata”.[81][82][83]

Invenzioni e scoperte inglesi sono: il motore a reazione, la prima macchina industriale filatura, il primo computer e il primo computer moderno, il World Wide Web con l’HTML, la prima trasfusione di sangue umano effettuata con successo, l’aspirapolvere a motore,[84] il rasaerba, la cintura di sicurezza, l’hovercraft, il motore elettrico, il motore a vapore e teorie come la teoria darwiniana dell’evoluzione e la teoria atomica. Newton sviluppò i concetti sulla gravitazione universale, sulla meccanica newtoniana e il calcolo infinitesimale e Robert Hooke formulò la sua legge eponimo di elasticità. Altre invenzioni comprendono la ferrovia, il termosifone, l’asfalto, l’elastico, lo sviluppo congiunto della lampadina, la locomotiva a vapore, la seminatrice moderna e molte moderne tecniche e tecnologie utilizzate ancora oggi.[85]. Nel campo della medicina ricordiamo l’importante figura di Elizabeth Blackwell, prima donna a laurearsi in medicina, negli Stati Uniti d’America, il 23 gennaio 1849.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trasporti in Inghilterra.

Aeroporto di Londra Heathrow, uno dei più importanti aeroporti al mondo.[86]

Il Department for Transport è l’organo di governo responsabile della supervisione sui trasporti in Inghilterra. Nel paese vi sono numerose autostrade e molte altre vie di grande comunicazione, come l’A1 Great North Road, che attraversa l’Inghilterra orientale da Londra a Newcastle[87] poi fino al confine scozzese. La più lunga autostrada in Inghilterra è la M6, da Rugby attraverso il Nord Ovest fino al confine anglo-scozzese.[87] Altri importanti itinerari sono: M1 da Londra a Leeds, la M25 che circonda Londra, la M60 che circonda Manchester, la M4 da Londra a South Wales, la M62 da Liverpool a East Yorkshire via Manchester e la M5 da Birmingham a Bristol e per il sud ovest.[87]

Il trasporto mediante autobus è molto diffuso in tutto il paese; grandi aziende includono la National ExpressArriva e Go-Ahead Group. L’autobus a due piani rosso è diventato un simbolo dell’Inghilterra. C’è una rete ferroviaria rapida in due città inglesi: la metropolitana di Londra, e la Tyne and Wear Metro a NewcastleGateshead e Sunderland[88] Ci sono diverse reti di tram, come, ad esempio, il Metrolink di Manchester.[88]

Treno presso la stazione di London Victoria.

Il trasporto ferroviario in Inghilterra è il più antico del mondo: le ferrovie passeggeri sono nate in Inghilterra nel 1825.[89] Gran parte della rete ferroviaria della Gran Bretagna (16.116 km), si trova in Inghilterra e copre il paese piuttosto ampiamente, anche se una percentuale elevata di linea è stata soppressa nella seconda metà del XX secolo. Queste linee sono in gran parte a scartamento normale (singolo, doppio binario o quadrupla) ma ci sono anche alcune linee a scartamento ridotto. È possibile il collegamento ferroviario diretto con Francia e Belgio, attraverso il tunnel della Manica, completato nel 1994.

L’Inghilterra vanta una vasta rete di collegamenti aerei nazionali e internazionali. L’aeroporto più grande è quello di Londra Heathrow, che è l’aeroporto più trafficato del mondo, misurato dal numero di passeggeri internazionali in transito.[90] Altri grandi aeroporti sono l’aeroporto di ManchesterLondra StanstedLuton e l’aeroporto di Birmingham.[86] Via mare vi è il trasporto in traghetto, sia locale che internazionale con l’Irlanda, i Paesi Bassi e il Belgio.[91]

Ci sono circa 7.100 km di vie navigabili in Inghilterra, metà dei quali è di proprietà della British Waterways,[91] tuttavia il trasporto sull’acqua è molto limitato. Il Tamigi è il corso d’acqua più importante in Inghilterra, con le attività commerciali concentrate al porto di Tilbury nell’estuario del Tamigi, uno dei tre porti principali del Regno Unito.[91]

Sistema sanitario[modifica | modifica wikitesto]

Il Lister Hospital presso Stevenage nell’Hertfordshire.

Il National Health Service (NHS) è il sistema sanitario a finanziamento pubblico che ha la responsabilità di fornire la maggior parte delle prestazioni sanitarie. L’NHS è stato fondato il 5 luglio 1948, mettendo in atto le disposizioni del “National Health Service Act 1946”, basato sui risultati del “rapporto Beveridge”, preparato dall’economista e riformatore sociale William Beveridge.[92] Il Servizio Sanitario Nazionale è in gran parte finanziato dalle entrate fiscali, compresi i pagamenti della previdenza sociale,[93] e fornisce la maggior parte dei suoi servizi gratuitamente, anche se ci sono spese previste per alcune persone per esami della vista, cure dentarie e altri tipi di prestazioni.[94]

Il dipartimento governativo responsabile per il Servizio Sanitario Nazionale è il Ministero della Salute, presieduto dal Segretario di Stato per la Sanità, che siede nel Gabinetto del Regno Unito. La maggior parte della spesa del Ministero della Salute viene destinata al NHS: nel periodo tra il 2008 e il 2009 sono stati spesi 98 600 miliardi di sterline.[95] Negli ultimi anni il settore privato ha visto incrementare i suoi servizi, nonostante l’opposizione da parte di medici e sindacati.[96] L’aspettativa di vita media delle persone in Inghilterra è 77,5 anni per i maschi e 81,7 anni per le femmine, la più alta dei quattro paesi del Regno Unito.[97]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Countries within a country, su number-10.gov.ukURL consultato il 1º febbraio 2009 (archiviato dall’url originale il 9 febbraio 2008).
  2. ^ Changes in the list of subdivision names and code elements (PDF), su iso.orgInternational Organization for Standardization, p. 11. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  3. ^ England – Culture, su britainusa.comURL consultato il 1º febbraio 2009 (archiviato dall’url originale il 16 maggio 2008).
  4. ^ Country profile: United Kingdom, in BBC News, news.bbc.co.uk, 26 ottobre 2009. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  5. ^ Industrial Revolution, su ace.mmu.ac.ukURL consultato il 1º febbraio 2009 (archiviato dall’url originale il 27 aprile 2008).
  6. ^ The Royal SocietyHistory of the Royal Society, su royalsociety.orgURL consultato il 1º febbraio 2009.
  7. ^ William E. Burns, A Brief History of Great Britainp. xxi
  8. ^ Acts of Union 1707 parliament.uk, accessed 27 January 2011
  9. ^ 500,000 BC – Boxgrove, su Current Archaeology, Current Publishing. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  10. ^ Palaeolithic Archaeology Teaching Resource Box (PDF), su personal.rdg.ac.uk, Palaeolithic Rivers of South-West Britain Project(2006). URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ Chalk east, su geo-east.org.uk, A Geo East Project. URL consultato il 20 dicembre 2010 (archiviato dall’url originale il 5 marzo 2011).
  12. ^ Oppenheimer, 2006, p. 173.
  13. ^ Tertiary Rivers: Tectonic and structural background, su qpg.geog.cam.ac.uk, University of Cambridge. URL consultato il 9 settembre 2009.
  14. ^ Function and significance of Bell Beaker pottery according to data from residue analyses, su tp.revistas.csic.esURL consultato il 21 dicembre 2010.
  15. ^ Reid, 1994, p. 8.
  16. ^ Jason Burke, Dig uncovers Boudicca’s brutal streak, in The Observer, Londra, 2 dicembre 2000. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 22 ottobre 2003).
  17. ^ Cornelius Tacitus, The Annals, su perseus.tufts.edu, Alfred John Church, William Jackson Brudribh, Ed. URL consultato il 22 dicembre 2010.
  18. ^ Guy Bedoyere, Architecture in Roman Britain, su Heritage KeyURL consultato il 23 dicembre 2010 (archiviato dall’url originale il 3 luglio 2009).
  19. ^ Robert Philip, Thr History of Progress in Great Britain, Volume 2, 1860. URL consultato il 23 dicembre 2010.
  20. ^ Bob Rees, Paul Shute, Nigel Kelly, Medicine through time, Heinemann, 9 gennaio 2003, ISBN 978-0-435-30841-4URL consultato il 24 dicembre 2010.
  21. ^ Rankov, 1994, p. 16.
  22. ^ Salta a:a b Edward James, Overview: Anglo-Saxons, 410 to 800, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  23. ^ Kirby, 2000, p. 4.
  24. ^ Overview: The Normans, 1066–1154, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  25. ^ Norman invasion word impact study, BBC News, 20 febbraio 2008. URL consultato il 3 dicembre 2010.
  26. ^ Salta a:a b Bartlett, 1999, p. 124.
  27. ^ Edward I (r. 1272–1307), su royal.gov.ukURL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 24 giugno 2008).
  28. ^ Fowler, 1967, p. 208.
  29. ^ Ziegler, 2003, p. 230.
  30. ^ Goldberg, 1996, p. 4.
  31. ^ Crofton, 2007, p. 111.
  32. ^ Richard III (r. 1483–1485), su royal.gov.ukURL consultato il 21 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 10 luglio 2008).
  33. ^ Salta a:a b Royal Navy History, Tudor Period and the Birth of a Regular Navy, su royal-navy.orgURL consultato il 24 dicembre 2010 (archiviato dall’url originale il 27 maggio 2012).
  34. ^ Goldwin Smith, England Under the Tudors, pp. 176, ISBN 978-1-60620-939-4URL consultato il 26 dicembre 2010.
  35. ^ (EN) Tudor Parliaments, su Spartacus EducationalURL consultato il 15 luglio 2022.
  36. ^ Jürgen Klein, Francis Bacon, 29 dicembre 2003. URL consultato il 15 luglio 2022.
  37. ^ Elizabethan Explorers, su www.elizabethan-era.org.ukURL consultato il 15 luglio 2022.
  38. ^ (EN) Anthony Farrington, Trading Places: The East India Company and Asia 1600-1834, British Library, 2002, ISBN 978-0-7123-4756-3URL consultato il 15 luglio 2022.
  39. ^ Oliver Cromwell (English statesman), su Encyclopædia Britannica, britannica.com, 2009. URL consultato l’8 agosto 2009.
  40. ^ Philip J. Adler, Randall L. Pouwels, World Civilization, 27 novembre 2007, pp. 340, ISBN 978-0-495-50262-3URL consultato il 24 dicembre 2010.
  41. ^ London’s Burning: The Great Fire, su bbc.co.uk, BBC News. URL consultato il 25 settembre 2009.
  42. ^ Colley, 1992, p. 12.
  43. ^ Gallagher, 2006, p. 14.
  44. ^ Hudson, Pat, The Workshop of the World, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 10 dicembre 2010.
  45. ^ Office for National Statistics, 2000, p. 5.
  46. ^ McNeil Nevell, 2000, p. 9.
  47. ^ Birmingham City CouncilHeritage, su visitbirmingham.comURL consultato il 4 ottobre 2009.
  48. ^ Colley, 1992, p. 1.
  49. ^ Robert F. Haggard, The persistence of Victorian liberalism:The Politics of Social Reform in Britain, 1870–1900, 2001, pp. 13, ISBN 978-0-313-31305-9URL consultato il 26 dicembre 2010.
  50. ^ Crawford, Elizabeth, Women: From Abolition to the Vote, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 10 dicembre 2010.
  51. ^ Golley, John, Obituaries: Air Commodore Sir Frank Whittle, in The Independent, Londra, 10 agosto 1996. URL consultato il 2 dicembre 2010.
  52. ^ Gallagher, 2006, pp. 10–11.
  53. ^ Salta a:a b Reitan, 2003, p. 50.
  54. ^ Met Office: Regional Climates: North West England & Isle of Man, su web.archive.org, 5 giugno 2011. URL consultato il 15 luglio 2022 (archiviato dall’url originale il 5 giugno 2011).
  55. ^ (EN) Joseph J. Hobbs, World Regional Geography, Cengage Learning, 13 marzo 2008, ISBN 978-0-495-38950-7URL consultato il 15 luglio 2022.
  56. ^ Salta a:a b Pennines : Climbing, Hiking & Mountaineering : SummitPost, su www.summitpost.orgURL consultato il 15 luglio 2022.
  57. ^ (EN) British wildlife | Natural History Museum, su www.nhm.ac.ukURL consultato il 15 luglio 2022.
  58. ^ (EN) Secretary of State for Environment, Food and Rural Affairs – GOV.UK, su www.gov.ukURL consultato il 15 luglio 2022.
  59. ^ England 1971–2000 averages, su metoffice.gov.uk, Met Office, agosto 2011.
  60. ^ Salta a:a b c d 2011 Census: KS209EW Religion, local authorities in England and Wales, su ons.gov.ukURL consultato il 15 dicembre 2012.
  61. ^ Church of England, su bbc.co.uk, BBC. URL consultato il 4 dicembre 2010.
  62. ^ The Methodist Church, su bbc.co.uk, BBC News. URL consultato il 5 settembre 2009.
  63. ^ AN INDEPENDENT ACADEMIC STUDY ON CORNISH (PDF), su linguae-celticae.org, p. 8. URL consultato il 26 dicembre 2010.
  64. ^ Cambridge History of Christianity, su cambridge.org, Hugh McLeod. URL consultato il 5 settembre 2009.
  65. ^ Salta a:a b United Kingdom – History of the Bandiera, su flagspot.netURL consultato il 5 settembre 2009.
  66. ^ Religion (2001 Census), su data.gov.ukURL consultato il 31 luglio 2017.
  67. ^ London vs. New York, 2005–06, su cincodias.com, Cinco Dias. URL consultato il 5 settembre 2009.
  68. ^ Global Financial Centres Index, 2009-03 (PDF), su 217.154.230.218, City of London Corporation. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 7 ottobre 2009).
  69. ^ Salta a:a b Office for National StatisticsRegional Accounts, su statistics.gov.ukURL consultato il 17 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 26 agosto 2009).
  70. ^ The Welfare State – Never Ending Reform, su bbc.co.uk, BBC News. URL consultato il 17 settembre 2009.
  71. ^ Tax in England, su adviceguide.org.ukURL consultato il 5 settembre 2009.
  72. ^ CIA – The World Factbook, su cia.govURL consultato il 30 dicembre 2011 (archiviato dall’url originale il 7 gennaio 2019).
  73. ^ City of London Policy and Resources CommitteeThe Global Financial Centres Index (PDF), su 217.154.230.218, cityoflondon.gov.uk. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 7 ottobre 2009).
  74. ^ The Bank’s relationship with Parliament, su bankofengland.co.ukURL consultato il 5 settembre 2009.
  75. ^ Monetary Policy Committee, su bankofengland.co.ukURL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale l’8 luglio 2009).
  76. ^ England Exports, su mambiz.com, EconomyWatch.com. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 5 gennaio 2012).
  77. ^ World Guide – England – Economy Overview, su World Guide, Intute. URL consultato il 9 settembre 2009.
  78. ^ Metric system was British, BBC News, 13 luglio 2007. URL consultato il 5 settembre 2009.
  79. ^ Isambard Kingdom Brunel, su designmuseum.orgURL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 12 settembre 2009).
  80. ^ Oakes, 2002, p. 214.
  81. ^ Saunders, 1982, p. 13.
  82. ^ White, 2009, p. 335.
  83. ^ Levine, 1960, p. 183.
  84. ^ (EN) Curt Wohleber, The Vacuum Cleaner, in Invention & Technology Magazine, vol. 21, n. 4, American Heritage Publishing, Spring 2006. URL consultato il 27 dicembre 2015 (archiviato dall’url originale il 13 marzo 2010).
  85. ^ (EN) English Inventors and Inventions, su english-crafts.co.uk, English – Crafts English -Crafts.Inventions & Inventors. URL consultato il 27 dicembre 2015 (archiviato dall’url originale il 15 aprile 2010).
  86. ^ Salta a:a b O’Hanlon, 2008, p. 205.
  87. ^ Salta a:a b c UK Parliament, 2007, p. 175.
  88. ^ Salta a:a b White, 2002, p. 63.
  89. ^ 27 September 1825 – Opening of the Stockton and Darlington Railway, su homepage.ntlworld.com, The Stockton and Darlington Railway. URL consultato l’8 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 1º ottobre 2009).
  90. ^ Delta Expects New Slots To Foster Growth At Heathrow Airport, The Wall Street Journal, 23 febbraio 2011. URL consultato il 23 marzo 2011 (archiviato dall’url originale il 19 maggio 2011).
  91. ^ Salta a:a b c Else, 2007, p. 781.
  92. ^ BBC History on William Beveridge, BBC News. URL consultato il 5 settembre 2009.
  93. ^ NHS Expenditure in England (PDF), in House of Commons LibraryURL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 5 dicembre 2009).
  94. ^ (EN) Get help with health costs, su nhs.uk, National Health Service, 3 marzo 2015. URL consultato il 27 dicembre 2015 (archiviato l’11 novembre 2015).
  95. ^ Budget 2008, Chapter C (PDF), in HM Treasury, 3 marzo 2008. URL consultato il 5 settembre 2009 (archiviato dall’url originale il 1º ottobre 2008).
  96. ^ Private sector role in NHS, BBC News, 30 giugno 2006. URL consultato il 5 settembre 2009.
  97. ^ (EN) Life expectancy, su statistics.gov.uk, Office for National Statistics, 30 ottobre 2008. URL consultato il 27 dicembre 2015 (archiviato dall’url originale il 25 maggio 2009).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN) 142995804 · ISNI (EN) 0000 0001 2293 4507 · LCCN (EN) n82068148 · GND (DE) 4014770-8 · BNF (FR) cb11930575r (data) · J9U (EN, HE) 987007566799405171 · WorldCat Identities (EN) lccn-n82068148
 Portale Regno Unito: accedi alle voci di Wikipedia che parlano del Regno Unito

Categoria

[altre]

Menu di navigazione

Ricerca

Comunità

Strumenti

Stampa/esporta

In altri progetti

In altre lingue

Modifica collegamenti